Bergamo capitale europea

un racconto di Luca Pedone.

ciao.

ciao. cosa ci fai seduto qui? è sporco e ci sono le barche ormeggiate.

non lo so, ma dentro faceva caldo e la musica non mi piaceva granché, non sono fatto per queste cose. mi piacciono le tue scarpe.

ho visto la barista piangere dietro al bancone cinque minuti fa.

perché ignori quello che ti dico?

perché un po’ mi imbarazzi.

non è carino da dire.

vero, scusa.

tranquilla, non mi offendo più. ti va di scendere in riva? si vede il Po lluminato, ci sono anche i pipistrelli. credo che la notte si addormentino nelle barche. chissà dove vanno i pipistrelli quando si fa giorno e le barche vengono tolte dal sottoscala. chissà dove vanno le anatre quando il laghetto di central park ghiaccia.

ma quanto hai bevuto?

non tanto in realtà. era un libro. speravo che la cogliessi.

non leggo molto ultimamente.

è un libro vecchio.

strano.

sì.

vieni a ballare? hanno messo avicii, quello che è morto, sai, per la droga. e poi arriva la torta.

scusa, non mi va granchè. ho portato un libro, se vuoi lo leggiamo assieme. devi riprendere il ritmo.

scusa, non mi va granchè.

ok. ti piace il giallo?

si, è un bel colore, perché?

è vero, piace anche a me. nessuno si veste mai di giallo, è proprio uno spreco.

il fatto che non ti ami ti fa stare male?

no. vivrò lo stesso, credo. devo comprare delle scarpe gialle. magari color tabacco.

che schifo il tabacco.

hai ragione. hai spesso ragione. non sorridere, non è una cosa di cui andare orgogliosi. è bello sbagliare.

non la penso allo stesso modo.

in realtà neanche io, stavo cercando un modo per far proseguire il nostro discorso.

sì, lo avevo capito.

non ti ho mai vista bella come sta sera, credo di volerti sposare.

non eri contro il matrimonio? e poi te l’ho già detto che non mi piaci, non farmela pesare.

possiamo fare un’unione civile, come i gay. possiamo fare un’unione sovietica, come stalin.

che cazzo stai dicendo?

scusa. vai a ballare, lasciami in pace.

va beh, certo che sei strano forte eh.

ho appena lanciato la mia cravatta nel Po, di sicuro non ho tutte le rotelle a posto.

tutte le foto di Eric Van Nynatten.

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