perdita di coscienza – il sogno genera mostri – il dubbio – gioco di opposti

La clef des champs, René Magritte (1936)

un racconto di Costanza Galetto.

“La mia peggior paura? Che il mio cervello smetta di funzionare.

– Bill Gates

“E anche se fosse? Non lo sapresti.”

El sueño de la razón produce monstruos, Francisco Goya (1797)
impossibilità di comprendere.

sto affondando in un flusso indipendente dalla mia volontà. 

si spegne la luce. silenzio.

eppure c’è un rumore, lo sento solo io?

assordante. è un vociare, continuo. non smette, ogni secondo si aggiunge una voce alla disarmonia del coro. l’accordo, asimmetrico, disgusta anche l’animo più quieto. un vortice leggero in cui mi trovo immerso, senza volerlo, all’improvviso. 

una mano mi avvolge in un’amichevole presa, stretta e soffocante. una mano che trattiene, per un tempo così breve, eppure così lungo.

cerco di ascoltare una delle voci. 

sono forti, insieme. così deboli, sole. 

non sento. o forse sento troppo e non riesco a sentire niente. voglio quella voce, ma non la trovo. poi qual è, quella? quella del coso, dal volto scuro. coso cosa? non so. 

La mémoire, René Magritte (1948)
pluralità dell’io

Vedo la sua bocca che si muove, ma non colgo parole. E pur si muove. Pronuncia frasi, io annuisco e sorrido. Ma si arrabbia.

È un’ira beata, mi attira tanto da farmi fuggire.

C’è una bambina, nell’angolo. Ride, ride a crepapelle. Ma è triste, lì nell’angolo, rannicchiata, con il mento sulle ginocchia. 

Si gira quando cerco il suo sguardo. Fingo di non guardarla, ma lei lo sa e mi volta le spalle. 

Fa della sua esile schiena un muro invalicabile. 

C’è  altra gente. Riesco a schivarla, oltrepassarla, senza sfiorarla. Non riesco a toccarla. Non posso toccarla.

Senza titolo, Salvador Dalì (c. 1982)
impossibilità di comunicare

C’è una Persona. Ha il Volto Coperto, o forse è la mia Vista, annebbiata. Vorrei chiarire, dare Spiegazioni. Le ho in Mente, ma non riesco a dirle. Non so come dirle.  

E Lui, Lei, insomma, rimane lì, in Attesa di Qualcosa, che non posso dirgli che non arriverà.  

È diventato Tutto Buio. Eppure la Luce era già spenta. Ma ora, solo ora, è Buio. Un Buio accecante.

Eppure silenzioso. 

E le Voci? 

quali voci?

Oedipus Rex, Max Ernst (1922)

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