Pee-wee nel posto giusto, al momento giusto

un racconto di Ernest Olkowski

 

Ragazzi, sto per raccontarvi una storia incredibile. La storia di come ho conosciuto Pee-wee Herman. Ma, per quanto possa suonare bizzarro, questa non è una recensione di un suo film e questo articolo non parla di Pee-wee Herman. Un mese fa, prima di vedere “Pee-wee’s Big Adventure”, la mia vita era diversa.

“Gli eventi più importanti della vita, non sono necessariamente le cose che si fanno. Contano anche quelle che ci capitano. Non sto dicendo che non possiamo fare nulla per influenzare ciò che ci accade nella vita. È importante prendere l’iniziativa, ma non dimenticate che un giorno potreste varcare la soglia di casa e stravolgere la vostra vita per sempre.”

Ted Mosby, How I Met Your Mother

Pee-wee Herman è il personaggio di fantasia più ridicolo che conosca. È una specie di Mr. Bean americano, interpretato da Paul Reubens, negli anni ’80. Le trame dei suoi film e dei suoi programmi tv sono tutte più o meno uguali: c’è lui, maldestro, che finisce sempre per trovarsi in situazioni assurde, dalle quali esce con colpi di fortuna. Eppure, nonostante la ripetitività del suo format, il personaggio ha quel qualcosa che riesce a strapparti una risata, ogni volta. Ma, di nuovo, questo articolo non parla di Pee-wee Herman.

Quello che amo di Pee-wee Herman è il gioco delle coincidenze: entra in un posto, per sbaglio rompe qualcosa, tutti si arrabbiano, e lui, per sbaglio, sistema tutto. Niente di ciò che fa è voluto, non gli succede nulla di programmato. Si lascia trasportare dagli avvenimenti, è cullato dalla vita.

C’è un film che vi consiglio, del 1985. Si intitola “Pee-wee’s Big Adventure” e, oltre a essere il migliore lungometraggio di Pee-wee Herman, è anche il primo film in assoluto di Tim Burton. Trama: Pee-wee va in giro su una bicicletta rossa, succedono cose buffe. Ovviamente ciò che l’ha reso famoso è l’importanza che ha rivestito nella carriera di Tim Burton, tuttavia questa pellicola è davvero un esempio di ottimo film comico.

Ma questo articolo non parla nemmeno di Tim Burton. Parla di come ho conosciuto una certa bicicletta rossa.
Un mese fa, una mia amica mi stava descrivendo una bicicletta rossa, e ha detto: «Sì, come la bici in “Pee-wee’s Big Adventure”, non so se hai presente…». No, non avevo presente. Certo, avevo una vaga idea di chi fosse Pee-wee Herman, e conoscevo l’attore Paul Reubens, ma non avevo mai visto nulla di suo. Ho sorriso alla mia amica e la conversazione è andata avanti. Ma quel titolo, “Pee-wee’s Big Adventure”, mi è rimasto impresso.

Ciò su cui si concentra davvero questa storia è una strana coincidenza che mi è capitata quella sera stessa, una proprio come quelle che vive Pee-wee Herman.

Erano passate solo sette ore dalla conversazione con la mia amica a proposito della bicicletta rossa. Non avevo niente da fare, o forse sì, ma non aveva importanza: non l’avrei fatto comunque. La mia curiosità per quella dannata bicicletta rossa era rimasta. Mi sono seduto sul divano. Non ci stavo pensando, ma quella bicicletta e quel titolo si trovavano in qualche angolo della mia testa. «Sì, come la bici in “Pee-wee’s Big Adventure”, non so se hai presente…». Ho aperto Netflix, ed ecco la coincidenza. Sulla homepage, nella categoria “Consigliati per te”, Pee-wee Herman mi salutava dalla sua locandina rettangolare. Era lì, davanti a me, la bicicletta rossa: “Pee-wee’s Big Adventure”. 1985, Tim Burton.

Ora, io non ho idea di quante probabilità ci fossero che quel film capitasse proprio lì, davanti a me, proprio quel giorno, ma era successo. Non ricordavo di aver mai visto quella locandina prima, era in assoluto la prima volta che la notavo.

E questo mi ha dato un po’ da pensare riguardo alla natura delle coincidenze.
Certe cose finiscono proprio per trovarsi al posto giusto, al momento giusto. Quando succede è straordinario e inaspettato: la magia sta proprio nell’accidentalità della situazione. Noi umani amiamo le “coincidenze”. Le chiamiamo così, come nel linguaggio ferroviario, quando due treni passano insieme o a pochi minuti di distanza. Il termine deriva dal latino (coincidere, “cadere insieme”) e dà l’idea di qualcosa che, come quello stupido di Pee-wee Herman, non fa nulla per evitare, né forzare, le situazioni. Proprio come lui si lascia trasportare, le coincidenze sfuggono al controllo.

Le coincidenze sono improvvise, possono stravolgere completamente una situazione, eppure sembrano sempre organizzate. Fa quasi paura, sembra che l’Universo abbia un piano per noi. «Una farfalla sbatte le ali e comincia a piovere», con ogni ingranaggio di questa macchina in costante movimento per portarci al posto giusto, al momento giusto.

Ed è esattamente quello che succede a Pee-wee Herman, in tutte le sue storie. Se la cava sempre, ma lo fa involontariamente, senza preoccuparsi delle conseguenze. Sembra quasi che non si accorga delle situazioni in cui si ritrova, finché, esattamente come ci è entrato, per una serie di coincidenze ne esce, di nuovo in sella alla sua bicicletta rossa. Illeso, pronto per la prossima avventura.

Il trucco sta nel fatto che Pee-wee si riduce in condizioni sempre peggiori, fino ad arrivare dove, statisticamente, le situazioni possono solo migliorare.

E ho citato la statistica proprio perché è l’aspetto su cui si basano tutte le coincidenze. Siccome noi umani le amiamo, abbiamo sviluppato la tendenza ad amplificarle. In realtà, le coincidenze sono inevitabili e molto meno casuali di quanto ci sembri intuitivamente. Quante probabilità c’erano che “Pee-wee’s Big Adventure” mi si presentasse davanti proprio quella sera? Diciamocelo, poche. Su Netflix ci sono migliaia di titoli tra film e serie tv, e ogni settimana ne vengono aggiunti di nuovi. Ma ogni giorno sento parlare di film, che poi non mi capitano magicamente agli occhi la sera stessa.

Perché, in fondo, le coincidenze le troviamo noi. Sarebbe addirittura strano se non ne saltasse fuori qualcuna, ogni tanto.

Allo stesso modo, quando ci accorgiamo di una coincidenza, spesso è perché noi siamo finalmente pronti a trovarla. Io non ricordavo di aver mai notato “Pee-wee’s Big Adventure” su Netflix, ma è anche vero che se fosse stato nella mia homepage il giorno prima (e magari c’era), non l’avrei degnato di uno sguardo. Quella sera me ne sono accorto soltanto perché quel film, per me, aveva già un significato. Gli ero già legato da un ricordo: quello della conversazione con la mia amica, a proposito della bicicletta rossa. Ciò che sembrava un così magico segnale dell’Universo, in realtà dipendeva da me e dal mio subconscio.

Questo, però, non toglie la magia alle coincidenze. Anzi! L’espressione “nel posto giusto, al momento giusto” è ancora più azzeccata, perché si sta parlando di qualcosa che è in mano alle persone. Dipende da noi, il contenitore di cambiamenti più magico che sia mai esistito. Tutto quello che c’è di meraviglioso nelle coincidenze, alla luce di questo discorso, lo diventa ancora di più. Che si dia la colpa alla statistica, agli dei o all’Universo, ha poca importanza. Ciò che conta davvero è accorgersi che ogni occasione è piena di possibilità che potrebbero cambiarci la vita. Basta saperle sfruttare. Siamo sempre nel posto giusto, al momento giusto. Basta saperlo cogliere.

Questo è più o meno quello che mi è passato per la mente, nei tre secondi subito dopo che ho notato su Netflix la locandina di “Pee-wee’s Big Adventure”. Poi, mi sono grattato la pancia e l’ho guardato tutto, che diamine. Era come se l’Universo me l’avesse lanciato in faccia, non potevo ignorare il segnale. Sì, lo so che ho ripetuto all’infinità che questo articolo non avrebbe parlato di Pee-wee Herman, ma non posso evitare di dirvi quanto valga la pena di fare la sua conoscenza. Perché, ragazzi, questa è la storia di come ho conosciuto Pee-wee Herman. Con una coincidenza meravigliosa. E questo vale sia che la si reputi frutto delle statistiche, sia che la si ritenga già scritta nelle Stelle.

(Excelsior!)

2 thoughts on “Pee-wee nel posto giusto, al momento giusto

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